Qui puoi trovare tutte le informazioni su questo progetto, il suo scopo fin dall'inizio di questa avventura, chi collabora con noi, gli obiettivi e alcuni interessanti link.
Una raccolta di schede storiche e appunti per raccontare la storia della pallacanestro italiana e delle sue nazionali: un viaggio che supera i confini milanesi per dare voce anche a quei protagonisti e raccontare quegli avvenimenti che hanno contribuito a far crescere il nostro amato sport.
In questa sezione è possibile trovare specifiche schede che trattano vari aspetti che fanno del basket uno sport fantastico quanto complesso: la tecnica, le regole e la vita dentro e fuori lo spogliatoio.
Questa sezione è dedicata agli albori della pallacanestro milanese, preambolo per i successi delle tre società (Borletti/Olimpia, Pallacanestro Milano e Standa Milano) che hanno portato in auge l'orgoglio cittadino.
Sebbene non furono milanesi i primi "importatori" della palla al cesto (o palla al cerchio), la nostra città ha il merito di aver messo le basi per l'organizzazione della pallacanestro in Italia.
Parleremo della prima partita ufficiale nel 1919 all'Arena, al nucleo delle prime rappresentative nazionali gestite da Arrigo Muggiani poi artefice della fondazione della Federazione Italiana Basket-Ball.
Sono tre le società sportive milanesi che sono arrivate a giocare in serie A e che abbiamo inserito in questa sezione.
Abbiamo tralasciato le gloriose compagini milanesi che, prima della seconda guerra mondale, hanno conquistato molti allori perché abbiamo trovato poche testimonianze e pochi materiali storici a riguardo.
Quanto recuperato è stato comunque trattato nella sezione storica di questo sito web.
Questa sezione è dedicata ai più significativi personaggi che hanno vissuto da vicino la pallacanestro milanese.
Ognuno di loro ha scritto una pagina della storia centenaria: gli idoli sportivi di un tempo o i loro acerrimi avversari, ai quali un vero sportivo deve riconoscere i meriti, o illustri sconosciuti di una generazione sempre più lontana.
I nostri “eroi” hanno sicuramente avuto origini e percorsi di vita molto diversi, ma hanno tutti nutrito la passione per il nostro beneamato sport, dedicandoci tanto tempo ed energie.
Questa sezione vuole rappresentare una sorta di vetrina di oggetti appartenuti ad un passato oramai lontano, ma che sono in effetti ancora vive testimonianze di momenti indelebili passati alla storia.
Sciarpe, cappellini, tessere abbonamento, magliette, gagliardetti: sono solo alcuni degli oggetti che fanno da cornice al mondo dello sport. Un mondo fatto di immagini, stemmi, amuleti, icone capaci di unire sotto un'unica fede appassionati, tifosi e giocatori.
Per qualcuno sono simboli durati poche stagioni, per altri una vita intera.
Questa sezione ha lo scopo di dare "voce" a giocatori significativi, grandi allenatori, dirigenti e giornalisti per avere uno spaccato concreto di quello che era il basket di un tempo.
Quest'area è divisa in diverse sezioni: "Adesso vi racconto" è il luogo dove riportare aneddoti e racconti, "Storie di sport" dove trovare fotografie raccontate di momenti unici, "Storia dei tifosi" dove abbiamo dato spazio alle esperienze di chi la pallacanestro l'ha vissuta sugli spalti.
Non siamo sito giornalistico e non facciamo interviste: tutto quanto pubblicato ci è giunto dai diretti protagonisti per regalarci uno spaccato storico di questo fantastico sport.
Due pionieri del basket milanese: Guido Brocca e Carlo Canevini
Guido Brocca e Carlo Canevini
05-05-2026|4 min di lettura|Storia milanese
Nel calcio ci sono formazioni protagoniste di imprese leggendarie che vengono imparate a memoria e diventano filastrocche da recitare anche ad anni di distanza.
Facile in uno sport in cui era più netta la differenza, in tempi e ruoli, tra titolari e riserve, queste ultime infatti quasi sempre escluse dalla cadenza archiviata dai nostri neuroni.
Sono rari i casi di quintetti del nostro basket scolpiti in maniera indelebile nei ricordi dei tifosi, ma vorremmo proporne uno che, inconsapevolmente, la leggenda l'ha fatta davvero. La filastrocca inizia, come nel calcio dai difensori e si conclude con le punte: Brocca, Ortelli, Valera, Canevini, Valli.
Sono i cinque che hanno giocato (senza cambi) la prima partita ufficiale della Nazionale italiana maschile di pallacanestro, il 4 aprile 1926 sul campo del Tiro a Segno della Cagnola a Milano, battendo la Francia 23-17.
Di quella formazione, Guido Brocca, il primo della tiritera, era il capitano e difensore principale (terzino destro), mente Carlo Canevini, da attaccante (esterno destro per la precisione), è stato con 9 punti il miglior realizzatore dell' incontro.
Su Guido e Carlo si poteva fare affidamento, lo confessò anche Marco Muggiani, incaricato di comporre e gestire da C.T. quella prima Nazionale del 1926. Entrambi (assieme a Valli e Valera) giocavano da tempo nell' A.S.S.I. Milano, capace di vincere, fino a quel momento, quattro titoli in cinque anni.
I due rappresentarono l'Italia anche giusto un anno dopo nella rivincita all'Arene de Lutece a Parigi, anche questa vinta dai nostri portacolori, con Canevini autore per primo di una 'doppia cifra' con 12 punti a segno. Per l'occasione l'allenatore designato fu Bruno Bianchi, compagno di squadra di Canevini e Brocca negli ultimi due scudetti dell'ASSI, vinti nel 1926 e 1927.
Nel palmares di Brocca e Canevini ci sono ben sei scudetti in sette stagioni: il primo conquistato nel 1920 quando ancora il campionato nazionale (alla sua seconda edizione) era gestito dalla Federazione Ginnastica e cinque con la FIB. All'epoca, tuttavia, era consentito ai giocatori il tesseramento in due federazioni differenti, fattore che consentì a Canevini, Brocca ma anche a Valli di disputare il campionato FGNI con la maglia dell'U.S. Milanese.
Guido Brocca, classe 1900, a 21 anni è già agente in Borsa Valori, è prossimo alla laurea ed è rappresentante dell'A.S.S.I. (Ass. Sportiva Studenti Italiani) all'Assemblea costituente della FIB, diventandone subito consigliere. Quando è in campo è difensore, ma soprattutto giocatore-allenatore e in questo ruolo negli annali del basket per numero di scudetti vinti è secondo solo a Cesare Rubini.
Carlo Canevini è invece di due anni più giovane è un attaccante fenomenale; la sua liason con Valera al centro e con Valli sull'altro lato procura non solo canestri a ripetizione ma anche diversi 'tiri fermi' che mettono in difficoltà le difese altrui. E' un fuoriclasse in campo, secondo le cronache dell'epoca, e, dopo le lunghe trasferte del campionato (rigorosamente in treno) torna il lunedì mattina a capo del reparto macchine da cucire alla Borletti, incarico che terrà fino alla pensione.
In passato Canevini ha praticato diverse discipline: dalla ginnastica (trave, cavallo, anelli) alla Forza e Coraggio, al rugby, all’atletica da amatore e anche alla volata, un misto di calcio e palla a mano.
Carlo nel novembre 1930 viene autorizzato dalla Federazione Palla al Cesto (assieme ad altri nomi, tra cui quello di Giannino Valli) a cambiare società di appartenenza. Si trasferì infatti all'Ambrosiana senza più tornare nella massima serie, nemmeno, paradossalmente quando iniziò a svilupparsi l'epopea del Dopolavoro Borletti che, guidato dall'amico e suo ex-compagno di attacco Giannino Valli vinse quattro scudetti tra il 1936 e il 1939.
La sua partenza, pubblicata su 'Il Littoriale', mise in pratica la parola fine all'attività agonistica dell'ASSI.
Dei due compagni di squadra Carlo è deceduto per primo, il 7 giugno 1968, mentre Guido il 6 agosto del 1986; entrambi riposano al Cimitero Maggiore di Musocco, a poche centinaia di metri da quel Piazzale (oggi) Accursio che li ha visti entrare nella storia.
Museo del Basket-Milano ringrazia Franco Canevini per la gentilezza e per aver condiviso i ricordi di papà Carlo, fondamentali per la stesura di questa scheda.
Immagini allegate
La Nazionale Italiana all'esordio assoluto a Milano il 4 aprile 1926; da sinistra: l'arbitro Vitali, Ortelli, Brocca, Valera, Canevini, Valli e l'allenatore Marco Muggiani (foto Archivio MDB-MI/elaborata con CapCut)
Carlo Canevini, campione dell'ASSI Milano e della Nazionale, tra il pubblico di una partita del Borletti
Guido Brocca con la divisa dell'ASSI Milano, campione d'Italia 1925 (foto Archivio MDB-MI/elaborata con CapCut)