In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia delle più note società cestistiche milanesi.

Società


1994-1996: dalla promozione in A1 alla successiva chiusura come Ambrosiana Milano

Nella stagione 1994/95 la squadra ha un nuovo abbinamento, Blu Club, e disputa un campionato di eccezionale qualità. Coach Bergamaschi decide di cedere le chiavi tecniche della squadra a Fabrizio Frates (ex giovanili del Simmenthal) per dedicarsi a compiti dirigenziali. Viene richiamato in squadra l’americano John Fox, ala alta di 208 cm reduce dalla parentesi a Padova, a fianco del quale agisce il roccioso sloveno Emilio Mikula, l’unico "slavo" della storia del club.

E’ però l’esperta truppa di italiani a rendere il progetto vincente, con il lavoro di Marco Lamperti (ex Olimpia), Massimiliano Aldi (ex Olimpia), Luca Ansaloni e le ‘follie’ di Claudio Capone, decisivo nel finale di stagione.

La squadra nella prima fase si classifica seconda, inframettendosi tra la capolista TeamSystem Rimini e la Polti Cantù, con all’attivo 24 vittorie e 2974 punti segnati contro 2739 subiti.

E’ tempo di playoff: passati di diritto i quarti di finale, Arese affronta in semifinale il Cervia che, dopo aver perso le prime due gare, mette i brividi ai bianco blu espugnando il Palalido in gara-tre. Fox e compagni strappano la vittoria 87-85 in quel di Modena e conquistano l’accesso alla serie finale contro la Polti Cantù. Sono cinque battaglie vere, con i canturini che, in vantaggio 2-1, sprecano il matchball al Pianella dove Arese passa agevolmente 86-77. Lo spareggio al Palalido si chiude con un tiratissimo e palpitante 61-58, grazie ai 18 punti e all’ultima pazzesca tripla di Claudio Capone a 2 secondi dalla sirena finale. Arese è finalmente promossa in  A1.

Per quanto riguarda la Coppa Italia ha incontrato nella fase iniziale, come nell’anno precedente, la Stefanel Trieste, perdendo entrambi gli incontri e venendo eliminata

Formazione Aresium Blu Club Milano 1994/95: Marco Lamperti, Massimo Sorrentino, Claudio Capone, Luca Ansaloni, John Fox, Massimiliano Aldi, Andrea Cessel, Stefano Agnesi, Emilio Mikula, Silvano Fumagalli, Gianluca De Ambrosi, Michele Vantellino, Roberto Gentile, Carlo Piccinno. Allenatore Fabrizio Frates.

La stagione 1995/96 è quella storica della A1, che coincide con lo scudetto della Stefanel Olimpia Milano di Bogdan Tanjevic.

Il club assume la ragione sociale di Ambrosiana Milano, torna nuovamente lo sponsor Teorema e viene ufficializzato il PalaSharp come nuovo campo di gioco. Purtroppo la formazione è attrezzata solo sulla carta per un campionato di vertice: in pre-stagione il piano prevede come coppia di stranieri Barlow e Volkov ma nessuno dei due giocherà mai in campionato. Gli arrivi di Bosa, Fumagalli e Ragazzi non sono sufficienti a tamponare il tourbillon di stranieri che, a parte Josè Vargas, non consente di trovare i giusti equilibri di squadra. Dopo le prime otto sconfitte, il nuovo coach Charlie Recalcati preferisce dare le dimissioni e così a Luigino Bergamaschi non resta che risedersi in panchina nell’ultimo viaggio del suo gioiello.

La squadra arriva ultima nella stagione regolare, compresa la "fase a orologio", con sole 5 vittorie (su 32 partite). L’ultima partita in casa contro la Fortitudo Bologna il 16 aprile 1996 (persa 63-80) sancisce la definitiva retrocessione in A2.

In Coppa Italia, nella prima fase Arese elimina Napoli, mentre negli ottavi di finale incontra la Stefanel Milano venendo eliminata perdendo entrambi gli incontri.

Formazione Ambrosiana Teorema tour Milano 1995/96: Corrado Fumagalli, Maurizio Ragazzi, Giuseppe Bosa, Josè Vargas, Stacey King, Giampaolo Paci, Luca Ansaloni, Massimo Sorrentino, Lorenzo Alberti, Stefano Agnesi, Roberto Gentile, Willie Burton, Sean Green, Roberto Fazzi, Umberto De Sanctis, Alessandro Praino, Marco Carlon, Marco Domante, Andrea Boretti, Fabio Zerbi, Silvano Fumagalli. Allenatore: Carlo Recalcati, poi Luigi Bergamaschi.

Al termine della stagione, Luigi Bergamaschi  considerato il sostanziale disinteresse  degli sponsor per la sua creatura, decide di chiudere l’attività agonistica. La fiaba è finita.

Carlo Recalcati