In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia delle più note società cestistiche milanesi.

Società


C.M.B. Rho: la storia dal 1968 ad oggi

Nel 1968, Dante Gurioli e Angelo Garavaglia, su suggerimento di Emilio Tricerri, presidente del Comtato Regionale FIP, fondarono il Centro Minibasket Rho (CMB), con l'idea di creare un movimento cestistico di base, aperto ai maschi ed alle femmine, con una rigorosa impronta tecnica per cui vennero impiegati solo istruttori estremamente qualificati, tra cui va ricordato Tony Cappellari (futuro GM dell'Olimpia stellare).

Negli anni immediatamente successivi ebbe inizio anche l'attività agonistica con squadre giovanili e nel 1973/74 venne iscritta la squadra cadetti al campionato di prima divisone.

Dante Gurioli, che nel frattempo vinceva campionati italiani femminili come coach del Geas Sesto S.Giovanni, continuava anche a supervisionare il nucleo di questi piccoli talenti del 1958. Il risultato fu che il CMB vinse il campionato, per cui nel successivo campionato 1974/75 la stessa squadra giovanile si iscrisse al campionato di promozione, vincendo anche questo.

La squadra era sponsorizzata Norda (Carlo Pessina, attuale amministratore delegato, era uno dei giocatori giovanili) e nelle sue file si stavano mettendo in mostra Diego Arrigoni (grande play poi Isolabella, Chieti, Treviglio), Claudio Polloni (ala di 2 metri, poi Isolabella,Vigevano, Fabriano, Irge Desio), Massimo Pecora (ala alta, poi Firenze, Messina), Roberto Piva (poi allenatore di successo a Varese, Legnano, Saronno) e Sandro Nebuloni (mitico pivottone dalla forza erculea).

L'ascesa di questo nucleo era ormai iniziata: nella stagione 1975/76 arrivò la vittoria nel campionato nazionale di Serie D, seguita dall'immediata promozione in Serie B l'anno successivo, quando ci fu il trasferimento/fusione con il Novate Milanese, grazie allo spareggio vinto di un punto contro la Bustese.

Nel 1977/78 viene inagurata la palestra del Centro Sportivo Molinello, ad oggi ancora la "casa" del C.M.B. Rho, che si è dimostrato campo ostico per tutti. Il CMB riesce ad accedere alla poule A ma non aveva le possibilità economiche/organizzative, per cui la squadra vinse un solo incontro in questa fase, ma si garantì la possibilità di continuare a giocare in serie B anche nel successivo campionato.

Raggiunto l'apice della propria storia agonistica, il C.M.B. oscilla per una dozzina d'anni tra la Serie B e la C unica, mentre per necessità economiche deve vendere alcuni dei propri talenti come Arrigoni e Polloni all'Amaro 18 Isolabella (in A1) e Pecora a Firenze (in A2).

Dante Gurioli torna ad essere head coach e manager del C.M.B. Rho dalla stagione 1980/81, dopo le dimissioni dall'Amaro Isolabella Milano e la decisione di non accettare più incarichi "professionali" nel basket e di riservare il suo entusiasmo e passione unicamente al CMB.

Sono campionati entusiasmanti e altalenanti allo stesso modo, con il marchio di fabbrica di quel "basket champagne" che tiene sempre i biancorossi sulla ribalta.

Anni in cui alcune rivalità sono prioritarie rispetto alla posizione in classifica; prima tra tutte quella con Arese. Si iniziò nel 1982/83 quando il CMB ottenne di nuovo la promozione in B, ridimensionando brutalmente le ambizioni degli aresini, reduci da una serie di vittorie nei campionati inferiori.

Due anni dopo, sempre in serie C, Arese prese la rivincita nei playoff: il Rho che schierava anche gli esperti Paolo Bianchi e Toto Rodà e che stava avviando al basket future stelle delle Minors come Crespi, Chiapparini e Loduca, affronta la semifinale con lo svantaggio nel fattore campo.

Dopo il 113-89 di Gara-uno ad Arese e l'80-70 al Molinello, si torna per la bella al CCSA di Arese: una partita epica, conclusasi 119-112 dopo due tempi supplementari dalla quale Arese spiccherà il volo che la porterà in A.

Negli anni successivi, Dante Gurioli capisce che quella è la dimensione del C.M.B., preoccupandosi più della formazione dei nuovi talenti piuttosto che delle soddisfazioni o delle delusioni delle classifiche.

Il gioiello più brillante della "cantera" rhodense è Paolo Conti (classe 1968), lanciato in prima squadra già nel 1987/88 e capace di scalare rapidamente tutte le graduatorie e di attirare presto le attenzioni della Pallacanestro Varese. Dopo il suo ultimo anno in maglia C.M.B., il 1989/90 chiuso in B2 a più di 16 punti di media partita, Paolo approda alla Serie A per una carriera quasi ventennale e con diverse apparizioni anche con la Nazionale.

La stagione 1990/91 è l'ultima in B2 nella storia del club; con una formazione d'impronta molto giovane (Turri, Zanelli, Frasisti, Agostinelli, Chiapparini, Edo Bulgheroni), rinforzata solo a campionato iniziato dall'ex-canturino Giorgio Cattini, si inizia con una serie di sei sconfitte consecutive e si materializza una retrocessione preannunciata, non prima di aver lottato fino alla fine, anche con diverse gare giocate lontano dal parquet amico (11 vittorie e 19 sconfitte).

Dal 1991/92 al 2000/01 il CMB Rho disputa con alterne fortune il campionato di Serie C1 Nazionale, mettendo in evidenza diversi giocatori della propria scuola cestistica che rimarranno legati per anni alla società (Antonio Nasuelli, Andrea Caserini, Marco Mandelli, Marco Gurioli) o che saranno protagonisti su parquet di alto livello (Andrea Conti, Lorenzo Vicari, Silvano Zecchetti, Alberto Provasi. Michele Zanatta).

Al fianco di coach Dante Gurioli lavora un apprezzato staff tecnico composto da Massimo Turconi (valente giornalista de La Prealpina), da Roberto Bianchi (da anni preparatore atletico della Pallacanestro Cantù) e da Cesare Orienti (ora stimato commercialista), oltre che dall'eterno masseur Natalino Radaelli già protagonista della storia della Pallacanestro Milano.

In questa decade l'apice viene raggiunto nella stagione 1994/95 in cui il gruppo con gli esperti Gianrico Chiapparini, Massimiliano Turri e Marco Baldin, raggiunge un insperato playoff (con il terzo posto al termine della stagione regolare) e espugna il campo di Pisogne nella prima gara della semifinale.

La compagine camuna riesce però a ribaltare il risultato al Molinello e si aggiudica la "bella" e l'accesso in finale contro Torre Boldone.

Gli ultimi anni sono vissuti con l'incubo della retrocessione che avviene nella stagione 1999/00 con i rhodensi relegati all'ultimo posto in graduatoria, senza appello.

Inizia così l'epoca ciemmebina nella C2 (successivamente denominata come C Regionale). Per affrontare questa categoria coach Gurioli allestisce un nucleo di giocatori che, dal 2000/01, gli resterà fedele fino all'ultima stagione senior, con solo qualche sporadico rinforzo: gli "Argonauti" di Dante sono il playmaker Terreran, la guardia Alberto D'Obici, i fratelli Garanzini, l'ala Claudio Vavassori, il figlio maggiore Gianluca e nelle ultime quattro annate, anche i fratelli Cappellari. l'ex portiere di calcio Michael La Rosa e il rampante Luca Eriforio.

Partecipano alla causa per solo una stagione invece Tony Bulgheroni, Alessandro De Tomasi, l'altro figlio Alessandro, Riccardo Scomparin e Matteo Grampa.

Il CMB raggiunge ben sette volte i playoff nelle nove stagioni disputate nella massima serie regionale.

Nella stagione 2009/10 la storia cambia pagina: il Rho conquista il primo posto nel Girone B con 23 vittorie e 7 sconfitte, ed elimina al primo turno il Cassano Magnago, unico ad averlo battuto due volte nella stagione regolare. Il destino mette di fronte i biancorossi al Verolanuova che vince 55-60 la prima partita al Molinello.

Il CMB a sua volta ha un moto d'orgoglio e si impone 64-69 alla "bombonera" di Verolanuova, per poi sconfiggere definitivamente i rivali cremonesi nello spareggio al Molinello. E' quindi di nuovo C Nazionale, girone Lombardo-Emiliano.

Coach Gurioli non cambia la squadra che, in effetti, fatica a mantenere il passo di altre compagini più rodate nella categoria come Desio e Cremona. Sarebbe ancora una volta retrocessione, ma la graduatoria FIP offre una seconda possibilità di ripescaggio, che il CMB accoglie appieno.

Inserita nel girone a maggioranza piemontese e ligure, il CMB torna a livelli di gioco più consoni e conquista la salvezza con buon margine d'anticipo e un bilancio di 11 vittorie e 19 sconfitte, di cui le ultime due ininfluenti ai fini della classifica.

In mancanza di un sostegno finanziario esterno (il CMB Rho ha avuto l'ultimo marchio sulla maglia nel 1998/99) per fronteggiare i crescenti costi di gestione, il 5 luglio 2012 il club ufficializza alla Federazione Italiana Pallacanestro la propria rinuncia alla partecipazione ai campionati Senior.

L'attività del Centro Mini Basket Rho continua sul territorio con il proprio settore giovanile diretto dall'esperto (e colonna ciemmebina del passato) Roberto Piva.

L'ultima formazione del C.M.B. Rho nella stagione 2011/12