In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Arrigoni Bruno

Il milanese Bruno Arrigoni, nato il 30 ottobre 1945, è uno dei personaggi (dato il mix di incarichi, non inquadrabile in una categoria) più conosciuti ed apprezzati del basket italiano: dopo una carriera da allenatore durata oltre trent’anni con importanti passaggi, ha segnato un’epoca a Cantù dove in 21 stagioni ha permesso ai brianzoli, con budget non certo esagerati, di raggiungere traguardi di primissimo livello.

Giovanissimo diventa una bandiera della squadra della Canottieri Milano, in serie D, che inizia ad allenare già diciottenne. E' singolare il fatto che il club della Canottieri Milano fosse il luogo di incontro ­alla fine degli anni 60­ di giovani “ammalati” di basket, che sarebbero diventati ­nel giro di pochi anni­ importanti protagonisti : Filippo Faina, Oscar Eleni, Enzo Lefebre, Riccardo Sales, Gugliemo Roggiani. Toni Cappellari, Franco Morini e il già citato Bruno Arrigoni, il tutto sotto l'occhio vigile di Sandro Gamba.

Arrigoni nel 1969 passa al Simmenthal dove guida le giovanili e dove conquista ben tre titoli italiani. Nel 1973 Gamba divorzia dal Simmenthal per approdare a Varese e lo trascina con sé come suo assistente, dove vi rimane per tre stagioni (vincendo due Scudetti, una Coppa dei Campioni e una Coppa del Mondo per Club) sostituito da Franco Morini.

Nel 1977 l'Alpe Bergamo (B maschile) lo nomina head coach e l'anno successivo Arrigoni va, sempre come capo allenatore, alla Fiat Torino (A femminile) dove conquista due scudetti consecutivi e la Coppa dei Campioni. Nel frattempo guida anche la nazionale femminile (quinta ai mondiali di Seul nel 1979, sesta alle Olimpiadi di Mosca, nona agli Europei in Jugoslavia.

Il divorzio con Torino si consuma perchè Fiat chiude l'attività agonistica e pertanto Arrigoni lavora esclusivamente per la Federazione seguendo la Nazionale Militare (con la quale ha vinto il Torneo Shape 1982), mentre per l'incarico di commissario tecnico per la femminile gli subentra Vittorio Tracuzzi (1981).

Nella stagione 1982/83 ritorna alla attività di club guidando il Vicenzi Verona dalla B alla A2 e viene confermato anche nell'anno successivo (A2 con retrocessione), nel 1984/85 va a Pordenone (B) e nell'anno successivo è al Mister Day Siena (A2 con retrocessione in B1, sostituendo a metà campionato Carlo Rinaldi).

Nella stagione 1986/87 è a Casale Monferrato (B2 con retrocessione), poi Mortara (B2) e nell'88/89 è alla Pierobon Padova (B2).

Nella stagione 1990/91 Cantù lo assume come vice­allenatore e l'impegno dura per sei stagioni, durante i quali il Cantù vince la coppa Korac (1990/91), viene retrocessa in A2 (1992/93) e ritorna in serie A1 (1995/96).

In contemporanea Arrigoni nel 1990 ritorna nei ranghi federali in quanto vice allenatore di Sandro Gamba della nazionale Under 23, assistente allenatore di Mario Blasone nel successo ai giochi del Mediterraneo nel 1991 ed assistente di Giovanni Piccin nella vittoria della Under 22 ad Atene nel 1992.

Complessivamente la sua presenza nel settore “squadre nazionali” conta 47 gare di cui 27 vinte.

Nella stagione 1996/97 lascia Cantù per essere ingaggiato da Varese come vice di Dodo Rusconi e 1997/98 Arrigoni cambia la propria vita professionale perché accetta la proposta della Fortitudo Bologna, con G.M. Toni Cappellari, di occuparsi dello scout europeo. La trasformazione di ruolo viene completata l'anno successivo intraprendendo una straordinaria carriera di direttore sportivo, ottenendo in tale veste quelle soddisfazioni professionali che solo parzialmente gli sono arrivate durante la carriera di allenatore.

Infatti nel 1998/99 ritorna a Cantù come General Manager e con lui Cantù festeggia il ritorno in Europa (Uleb Cup 2004, Eurocup 2005, Eurolega 2011). Nel 2009 Arrigoni sponsorizza l'ingaggio di Andrea Trinchieri quale head coach, il quale vince per due anni consecutivi il titolo di miglior coach.

Nella stagione 2010/11 la formazione biancoblu torna alla finale scudetto dopo trent’anni, sfiorandola invece in quella successiva. A questa serie di risultati si aggiunge la doppia vittoria nella Supercoppa Italiana (2003/04 e 2012/13) oltre a quattro finali di Coppa Italia.

Al termine del 2013 però Arrigoni lascia la Brianza (21 anni complessivamente trascorsi a Cantu) e diventa il direttore sportivo della Virtus Bologna, club che abbandona nel 2015 per tornare a Varese sempre come Direttore Sportivo.

Bruno, conosciuto anche nell'ambiente come Silver Fox (soprannome che, però, non ha mai amato) per la sua candida capigliatura e la leggndaria furbizia, è un personaggio di primo livello con suoi aneddoti che elenca lentamente con la sua caratteristica balbuzie intercalata con il tipico “ecco...”, grazie ad una intelligenza pronta, attento a tutto ciò che si muove attorno a lui, alla sua non comune cultura che lo rende ancora oggi divoratore di libri e di film.

Sono anche leggendarie le sue sciarpe, i suoi loden ed i suoi calzini bianchi in stile anni 60, che lo rendono riconoscibilissimo in tutti i palazzetti. Ammalato di basket, grande esperto di basket americano e delle minors, da sempre Arrigoni è un tipico “talent scout”. Già negli anni 60, da ragazzotto, lo si incrociava mentre era intento a visionare in tutti i campi periferici milanesi (inclusi i play ground) torme di ragazzini oppure a presenziare a tutti gli incontri dei campionati studenteschi, sempre alla ricerca del potenziale campioncino. E tale “passione” si è solo affinata in tutti questi anni.

E' relativamente facile andare nella NBA, corteggiare le stelle (specie se sul viale del tramonto) e, aprendo il portafogli, portare l'asso in Italia. E' difficilissimo trovare il giovane USA che, misconosciuto, è andato a giocare in qualche squadra di poca visibilità, intuirne il valore e portarlo in Italia (pagandolo pochissimo) dove ci si accorge che il giovanotto è un signor giocatore. Ed in questa “arte”, Bruno Arrigoni è il numero uno. Non a caso, Arrigoni è stato, senza dubbio, il miglior scopritore di sconosciuti talenti stranieri, grazie alle sue innegabili capacità tecniche e alla certosina attenzione di siti web, notizie giornalistiche e statistiche anche di campionati più remoti, oltre che ad ottimi quarantennali contatti personali intrecciati in tutto il mondo. Tantissimi sono gli ottimi giocatori da lui scoperti e portati in Italia (a costi modesti), atleti del calibro di Bootsy Thornton, Rimantas Kaukenas, l’allora diciottenne Sofoklis Schortsianitis (poi vincitore dell’Eurolega con il Maccabi Tel­Aviv), Michel Morandais, Mike Green, Okaro White, Sam Hines, Shaun Stonerook, Jerry McCullogh, Manuchar Markoishvili, Nicolas Mazzarino, Maarten Leunen, Micov, Tyus, Ragland e molti altri.

Bruno Arrigoni è stato eletto una volta miglior dirigente dell'anno da parte dell'Associazione Giocatori e due volte dirigente dell'anno da parte della Lega Basket. E' inoltre nella lista degli “allenatori benemeriti d'eccellenza” redatta dal Comitato Nazionale Allenatori.

Premiazione della squadra giovanile del Simmenthal allenata da Bruno Arrigoni nella foto.

La squadra allievi del Simmenthal del 1958 di Gamba: Lana, A. Croce, Elia, Bianchi, Rho, Bruno Arrigoni, Ceresa (dir.), Migliorini, Caldiroli, D. Boselli, Fabbricatore, F.Boselli.

Fiat Torino Campione d’Italia 1979: Bruno Arrigoni (All.), Mariella Melon, Giusi Montanari, Silvia Daprà, Grossi Orietta, Rosanna Vergnano, Wanda Sandon, Lidia Gorlin, Angela Piancastelli, Daniela Antonione, Chiara Guzzonato, Faccin Roberta e Annamaria Meterangelis.

Bruno Arrigoni

Bruno Arrigoni