In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Cappellari Tony

Tony Cappellari, nato a Milano nel 1948 da una famiglia di origine trevigiana, è stato uno dei più apprezzati dirigenti sportivi e al suo nome è associato il mito dell'Olimpia degli anni d'oro degli anni 80.

Frequenta, sin da bambino accompagnando il padre, l'ippodromo, il Palalido e S.Siro, e da qui nascono tre sue passioni che mai rinnegherà:  l'ippica, il basket e il Milan (in cui da ragazzino fu anche portiere nelle leve giovanili).

Studia al Leone XXIII e nel contempo impara a giocare al centro Schuster sotto la guida di Riccardo Sales

Alla fine anni 60, mentre frequenta la Bocconi, gioca nelle file del Leone XIII in quarta serie (D nazionale) come guardia, sotto la guida di Franco Morini e nel contempo comincia ad allenare, sia pure come istruttore di mini basket al CMB Rho con l'amico Dante Gurioli.

Nel 1971 allena il Leone XIII subentrando a Morini e contemporaneamente il Simmenthal lo ingaggia per allenare le leve. Stipendio fissato direttamente da Rubini (senza nessuna trattativa): 20.000 lire mensili, ovvero 11 euro! 

Nel 1972 emigra a Vicenza, per un biennio, quale capo allenatore della squadra di serie A femminile. Nella stagione 1974/75 svolge il servizio militare guidando la squadra delle Forze Armate, a Vigna di Valle, in serie B (seconda serie) raggiungendo la salvezza.  Nel contempo è anche vice di Benvenuti per la Nazionale Femminile.

Ritorna a Milano nel 1975 ingaggiato dal Simmenthal per fare da vice a Faina, in sostituzione di Bertacchi (Rubini, dalla stagione precedente, aveva lasciato a Faina la panchina).

La svolta nella sua carriera avviene l'anno successivo (1976) quando Rubini (che in Olimpia ormai si era riservato solo compiti manageriali) lascia ogni incarico per diventare Consigliere in Federazione, designando suo successore proprio Cappellari. Da quel momento dimentica completamente scarpette e  lavagnetta per mettersi dietro la scrivania collaborando con il presidente Bogoncelli.

Nel frattempo si sposa con Chiara Guzzonato, ottima giocatrice di basket con all'attivo 114 presenze in nazionale, da cui ha avuto due figli che giocano nelle "minors" lombarde

Professionalmente sono anni difficili, con Bogoncelli che per buona parte degli anni 70 fa fatica a garantire la chiusura dei bilanci per cui, dopo aver venduto tutti i pezzi pregiati, la squadra deve puntare solo su giovani talenti e su americani che non possono essere delle star, con risultati che non sono all'altezza della situazione, salvo una Coppa delle Coppe conquistata nel 1976.

Nel 1975/76 arriva addirittura la retrocessione in A2, con successivo immediato ritorno in A1 e nel 1977/78 arriva D'Antoni e la squadra si classifica settima. Bogoncelli decide di dare una scossa, trova una buona sponsorizzazione (Billy), sostituisce Faina con Dan Peterson e dà carta bianca a Cappellari..

Nasce la famosa banda bassotti. E' la stagione 78/79 e il Billy, con tre giocatori di scuola americana, arriva in finale play-off, arrendendosi alla Virtus Bologna.

Nel 1980 Bogoncelli vende la squadra alla famiglia Gabetti con Cappellari che era stato il train d'union tra le parti. Confermato nel suo ruolo di General Manager, trova un'ottima intesa con Peterson per cui i due, nel 1981, riescono ad ingaggiare il trentunenne Meneghin, da molti giudicato sul viale del tramonto. E' invece un acquisto azzeccatissimo che garantirà all'Olimpia quasi un decennio di predominio. Ma le campagne acquisti, gestite da Cappellari, diventano sempre più ricche di campioni per arrivare all'ingaggio di grandi star della Nba quali Carroll, Carr McAdoo.

Personaggio potente, apprezzato ma anche rispettato e temuto, in quegli anni Cappellari segue la squadra in panchina e in occasione della famosa monetina tirata a Meneghin sul campo di Pesaro fu lui a consigliare al giocatore di non rientrare in campo e di recarsi all'ospedale. Il referto medico condannerà il Pesaro allo 0-2 impedendogli la conquista di uno scudetto che forse avrebbe facilmente conquistato.

Sono anni d'oro, scudetti, coppe internazionali, anche dopo che Peterson ha smesso di allenare e gli è subentrato Casalini (annata 1987/88). Il Presidente del Consiglio Craxi spesso va al Palalido a tifare Olimpia e qui si inserisce un episodio non molto conosciuto in cui Cappellari ha un ruolo non marginale.

E' il maggio 1989, Cappellari ha un contatto con il gruppo Fininvest (di cui Berlusconi, amicissimo di Craxi, è il proprietario) che dichiarò di essere interessato ad entrare nel basket e precisamente a rilevare l'Olimpia. Cappellari informò Morbelli (il presidente, che rappresentava la proprietà Gabetti) e lo stesso Gabetti e trovò l'assenso per la cessione. Dopodichè, insieme all'Avv.Alessandri, trattò i dettagli e alla fine Berlusconi in persona firmò il contratto di pre-acquisto.

Nel frattempo il figlio Gianmario Gabetti venne liquidato dall'azienda paterna e nella liquidazione volle anche l'Olimpia, specificando che non intendeva venderla. Giovanni Gabetti fu costretto a chiamare Cappellari ed Alessandri chiedendo loro di risolvere la situazione. I due si precipitarono in via Rovani da Berlusconi che ascoltò e senza fare una piega, signorilmente, strappò il pre-contratto già firmato.

Con la nuova gestione però Cappellari non concorda su un diverso assetto organizzativo del club così come richiesto dalla proprietà. Per questo motivo si dimette dall'Olimpia per passare ad assumere la carica di Direttore Generale del Forum di Assago, la nuova mega struttura creata dal finanziere Cabassi, in cui vi rimane tre anni.

Contestualmente con Tojo Ferracini fonda anche un'agenzia di consulenze sportive, la T.&T. (Tojo & Tony), da cui uscìrà nel 1992 per evitare un conflitto di interessi in quanto nel frattempo nominato G.M. alla Pallacanestro Varese di proprietà, al tempo, della famiglia Bulgheroni.

In questa società vi resta quattro anni (due da G.M. e due da Presidente), durante i quali acquistò degli ottimi atleti ed un giovane sconosciuto, Gianmarco Pozzetto, che di li a poco avrebbe portato lo scudetto a Masnago.

Nel 1996 è invece il presidente Seragnoli della Fortitudo Bologna, più che mai voglioso di rompere il monopolio Virtus, a chiedere a Cappellari di assumere la vice-presidenza operativa.

Due anni a Bologna e per due volte lo scudetto viene mancato per un soffio pur vincendo una coppa Italia.

Nel giugno 1998 Tony Cappellari torna a a Milano, all'Olimpia, come Amministratore Delegato chiamato dal proprietario Stefanel per gestire la vendita del club. Quando nell'agosto 1999 il club viene venduto a Caputo, quest'ultimo lo conferma come A.D ma serie incomprensioni con l'altro socio, Joe Bryant (padre di Kobe), costringono Cappellari alle dimissioni alla fine del 1999.

L'avventura Olimpia non è ancora finita perché nel novembre 2000 Tacchini, subito dopo aver rilevato l'Olimpia da Caputo, lo nomina A.D., carica che mantiene sino all'estate 2002, al termine di una stagione travagliata con la squadra salvatasi dalla Legadue solo all'ultima gara, in casa, contro Imola. E' la fine dopo 20 anni (sia pure non continuativi) della sua collaborazione operativa con l'Olimpia

Cappellari comunque è rimasto sempre in primo piano, e addirittura si parlò anni fa anche di incarichi di vertice all'interno della squadra di calcio del Milan. In realtà il basket non può fare a meno di lui e lui non può rimanere senza basket, per cui di volta in volta, in tutti i questi anni, è dato per essere ingaggiato da questa o quella squadra o dalle Leghe, ma spesso non si è mai concretizzato nulla.

Dagli anni 2000 è anche diventato un quotato “cacciatore di teste” di manager di alto livello ed ha portato avanti tale impegno per oltre un decennio.

Per tornare al mondo della palla a spicchi, l'estate del 2000 vede Cappellari come consulente a Livorno per la vendita della società ed analogo ruolo viene assunto nel 2004 nella vendita della Olimpia Milano tra Tacchini e Corbelli.

Nel 2006 è invece la Cimberio Aironi Novara, in Legadue, che gli chiede di prendere in mano la gestione operativa della società. Cappellari lascia l'incarico dopo qualche mese e la squadra retrocede e si scioglie.

Attualmente fa parte delle Commissioni, presso la Federbasket, di nomina degli “Hall of Fame” e dei “Procuratori”.

Nella sua carriera vanta cinque scudetti, una Coppa Intercontinentale, due Coppa dei Campioni, una Coppa Korac, una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia tutte conquistate nei suoi anni in Olimpia Milano. Oltre ad una Coppa Italia targata Fortitudo Bologna.

Tony Cappellari in una recente immagine

Meneghin (Philips), colpito da una moneta alla testa, è a terra, soccorso dal medico e dal massaggiatore della Scavolini. Si vede tra i soccorritori anche Massimo Cosmelli, direttore sportivo Scavolini. D'Antoni e McAdoo sono increduli spettatori. Cappellari (GM Philips) e Faina (Vice allenatore Philips) stanno accorrendo. All'ingresso degli spogliatoi i giocatori delle due squadre si voltano a vedere la scena e si scorge King (Philips) e Magnifico (Scavolini).

1971: ritiro di Morbegno con le ragazze del 1956, 1957 e 1958. Allenatore federale Benvenuti, assistenti Pagnini e un giovane Tony Cappellari che diventerà general manager dell'Olimpia Milano

Il Cinzano Milano con la Coppa delle Coppe del 1976 vinta contro l'Aspo Tours.

Toni Cappellari