In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Grey Dennis

Dennis Grey è nato il 26 agosto 1947 a San Diego in California, alto 203 cm per 98 kg, ha giocato nella squadra della California Western University come centro ed ala alta.

Finiti gli studi universitari, non essendo stato scelto dalle squadre professionistiche della NBA è emigrato in Europa con la compagine estiva di Jim Mc Gregor ed ha trovato un ingaggio al Racing di Parigi.

L' anno successivo, tornato negli States è stato scelto dai professionisti dei Los Angeles Stars della ABA per la stagione 1968/69. Suo compagno di squadra è stato Steve Chubin, ex Simmenthal campione d'Italia 1966/67.

La neonata A.B.A. era la seconda lega “pro” in ordine di importanza dopo la NBA.

Dennis si è dimostrato un ottimo rookie, segnando 525 punti in 58 partite disputate. All'inizio della stagione successiva (1969/70) è accaduto un fatto che ha condizionato pesantemente la carriera di Dennis. Al termine di una partita di allenamento tra i Los Angeles Stars e l' U.C.L.A. dove militava Lew Alcindor, innervosito per non aver giocato bene, il futuro Jabbar ha colpito al viso con un pugno scagliato a tradimento l'unico bianco che c'era in campo, proprio Dennis. Lew stava frequentando associazioni antirazziali come i “Black Power” ed aveva una rivalsa nei confronti dei bianchi.

Il povero Grey ha riportato la frattura scomposta della mandibola, che gli è stata immobilizzata con un filo metallico per sei mesi. Dennis in tutto questo tempo si è alimentato bevendo con una cannuccia solo cibi liquidi.

Gli avvocati di Dennis hanno fatto causa a Jabbar e richiesto un risarcimento milionario ma hanno ottenuto molto meno.

Grey nonostante fosse debilitato e dimagrito dieci chili, a fine stagione si è accasato ai New York Nets dove ha disputato le ultime quattro partite segnando però solo 18 punti. La sua avventura nella ABA è finita lì.

In estate è tornato in Europa con Mc Gregor e si è riaccasato a Parigi nel Racing per un'altra stagione agonistica. Il suo gioco non spettacolare ma molto proficuo per la squadra lo ha fatto assimilare a Kenney, di cui era amico.

Dennis, forte in difesa, aveva una grande elevazione ai rimbalzi, non forzava mai un tiro e nonostante avesse i piedi piatti era veloce nella corsa e rapido negli spostamenti. Lo voleva ingaggiare la Jugoplastika di Spalato e ha provato anche per la Virtus Bologna, ma Riccardo Sales, allenatore della Pallacanestro Milano, lo ha considerato adatto a cementare una squadra di non eccelso livello tecnico, un po' raccogliticcia ma volitiva e non se lo è fatto scappare.

Grey era un ragazzo generoso in campo, semplice e simpatico fuori tanto che si è fatto subito apprezzare dai compagni. Ha legato in modo particolare con i suoi compagni di reparto Lucarelli, con il quale colloquiava in inglese nei lunghi trasferimenti, e Nizza.

Con la sua compagna cinese Ginger e il cagnolino Gipsy formava una simpatica famigliola.

A Milano si è ambientato subito bene, ma Ginger desiderava modificare l'appartamento che la Pallacanestro Milano aveva affittato per loro, così ha chiesto a Dennis di abbattere un muro per avere un soggiorno doppio e rinunciando alla cameretta dei bambini, per loro inutile.

Da bravo marito Grey si è armato di una mazzetta che ha ricoperto di stracci per non disturbare troppo i vicini ed in pochi giorni ha eliminato il muro a martellate ed anche smaltito le macerie.

Per tutta la settimana di allenamento Dennis tirando non riusciva a centrare neanche il ferro. Chiesto cosa avesse, lui candidamente ha confessato di avere il braccio destro indolenzito e la mano insensibile per tutte le martellate inferte alla parete. Nella partita successiva gli è stato suggerito di non tirare ma di passare la palla!

La Mobilquattro è giunta settima in classifica, oltre le iniziali aspettative per una società appena rifondata con mezzi economici molto inferiori alla precedente gestione dell'All'Onestà.

Grey non è eccelso in nessuna classifica speciale, ma oltre ad aver eseguito splendidamente un lavoro oscuro difensivo, ha segnato 310 punti in 20 partite alla media di 15,5 a gara, nonostante il secondo lavoro da "muratore".

Finito il campionato, Sales non completamente soddisfatto di Dennis, è volato negli USA per visionare un nuovo straniero per la stagione successiva.

La Mobilquattro allenata da Giuliano Bandini si è recata Pescara per disputare il girone eliminatorio che designava le finaliste della Coppa Italia.

Poichè la Pallacanestro Milano aveva snobbato la competizione restituendo anzitempo i giocatori prestati dalla Ignis, Lucarelli e Polzot, anche i giocatori restati si sono presi alcune licenze, con il beneplacito di Bandini che sapeva di non essere stato riconfermato.

Sveglia libera, mattinata in spiaggia, menù libero e gioco in allegria.

Questa formula magica ha prodotto alcuni eritemi solari ma anche entusiasmo e desiderio di rivincita.

La Mobilquattro ha battuto il Sapori Siena 85-66 e la Norda Bologna 88-82, che allenata da Nicola "Nico" Messina conduceva vita monastica.

Il capolavoro della Pallacanestro Milano è stato però giungere al 3° posto in Coppa Italia, battendo in finale la Forst Cantù 84 a 83, conquistandosi il diritto all' iscrizione alla Coppa delle Coppe,  poiché le squadre prime arrivate (Simmenthal ed Ignis) avrebbero entrambe partecipato alla Coppa dei Campioni. Un bella soddisfazione per Dennis.

Per la stagione successiva Sales gli ha preferito Chuck Jura e Grey, che aveva un contratto biennale, a malincuore ha accettato di diventare lo straniero per la Coppa delle Coppe.

Avendo Dennis molta esperienza internazionale, ha fatto da chioccia soprattutto in trasferta ai compagni meno esperti e più timorosi, tra i quali Jura che provenendo dal campionato universitario non immaginava cosa volesse dire giocare nei paesi dell'Est e soprattutto in Jugoslavia.

Dennis si dimostrato una roccia difensiva difficilmente sormontabile per i pivot svizzeri, polacchi, cecoslovacchi, jugoslavi e russi come Alexander Belov che ha affrontato nel corso della competizione. La Mobilquattro è stata immeritatamente esclusa dalla finale del torneo a causa di un arbitraggio scandaloso. 

Un arbitro jugoslavo ha sostituito il direttore di gara designato russo colto da un misterioso “malore” appena prima del fischio di inizio della partita a Spalato.

Non sono frottole!!! Un arbitro jugoslavo ha diretto una partita in Jugoslavia disputata da una squadra jugoslava contro la Pallacanestro Milano, nelle semifinali di Coppa delle Coppe. Al tempo i regolamenti lo consentivano.

La gara è stata giocata in condizioni di sicurezza molto precarie per i giocatori milanesi. una bottiglia di vetro scagliata dalla tribuna ha colpito la panchina ospite e Papetti mentre si accingeva a raccogliere il pallone uscito dal campo è stato aggredito e trattenuto da alcuni tifosi inferociti.

La Jugoplastika ha vinto per 96 a 81, Jura dopo la partita per rincuorarsi ha preso una sbornia al ristorante ed i compagni lo hanno letteralmente caricato sulle spalle per riportarlo in albergo.  

Pur giocando benissimo e vincendo di 12 punti a Milano la Mobilquattro non c'è la fatta a ribaltare il passivo di 15 punti subito antisportivamente a Spalato ed è stata eliminata.

Grey tornando negli spogliatoi arrabbiatissimo per l'ingiustizia subita, ha dato un pugno ad una vetrata e si è reciso un tendine dell'avambraccio e l'arteria radiale destra. Il massaggiatore Natale Redaelli legandogli una calza intorno al braccio gli ha fermato l'emorragia e probabilmente gli ha salvato la vita.

Portato subito al vicino ospedale San Carlo, Dennis è stato prontamente operato.

In seguito Dennis Grey ha fatto perdere le sue tracce. Lo pensiamo felice con Ginger, abbronzato sulle spiagge della sua California, proprietario di una impresa edile.

Dennis Grey e Art kenney

Dennis Grey in azione di tiro

Enrico Bovone quindicenne con Nicola "Nico" Messina ai tempi di Varese.

Dennis Grey

Art Kenney in schiacciata contrastato da Grey