McAdoo Robert Allen jr "Bob"

26-10-2014 | 5 min di lettura | Persone

"Bob" McAdoo è nato nel 1951 a Greensboro in North Carolina. Al terzo anno di college nell’Universtà di North Carolina è stato eletto nel primo quintetto All-America. Nel 1972 è stato seconda scelta assoluta della NBA. Alla fine della prima stagione tra i pro nei Buffalo Braves si è aggiudicato il premio “Rookie dell’anno", per aver tenuto 18 punti e 10 rimbalzi di media a partita.

Bob è stato il miglior marcatore della NBA nel 1973 ed ha ottenuto la convocazione per l’ All Star Game. Sempre giocando nei Buffalo nel 1974 McAdoo ha vinto il Most Valuable Player Award per essere risultato primo sia nella classifica marcatori sia dei rimbalzisti.. E’ il premio conferito dalla National Basketball Association al miglior giocatore della regular season.

Nel 1975  ha rivinto per la terza volta consecutiva la classifica dei marcatori tenendo una media partita di 31 punti. Nel 1976 si è incrinato il rapporto con i Buffalo, è stato prima sospeso e poi ceduto ai New York Knicks dove è restato un paio di stagioni.

Nel 1979  ha giocato nei Boston Celtics una ventina di partite e poi si è trasferito ai Detroit Pistons fino al 1981. Bob ha poi giocato a New York, questa volta però nei Nets con i quali ha disputato solo 10 gare, in attesa di essere ingaggiato dai Los Angeles Lakers.

Al caldo della California è restato tre stagioni, iniziando spesso la partita in panchina, ma dando un valido contributo alla vittoria di due “anelli”.

Nel 1986 i Lakers hanno deciso di svecchiare il parco giocatori e Bob ha trovato un ingaggio con i Philadelphia 76ers per un anno.

McAdoo ha militato per 13 anni nella NBA disputando complessivamente 852 partite, con 22,1 punti, 9,4 rimbalzi, 2,3 assist e 1,1 stoppate di media a partita.

Chiunque avrebbe potuto accontentarsi con un palmares così ricco. Bob invece ha accettato di essere ingaggiato dall’Olimpia Milano e ha ricominciare a 35 anni una nuova carriera agonistica in Italia.

Arriva a Milano nel settembre del 1986 per formare con D'Antoni e Meneghin l'asse che riporta l' Olimpia Tracer ai massimi livelli internazionali. Dopo le prime settimane di rodaggio, McAdoo inizia ad incidere sul rendimento della squadra non solo con i punti segnati. La svolta per tutto il gruppo biancorosso è la rimonta dal -31 in Coppa Campioni contro l' Aris Salonicco al PalaTrussardi in cui segna solo...12 punti (contro i 26 dell'andata in Grecia) ma fornisce il giusto tocco di classe in una partita di soli nervi.
La stagione vincente prosegue con il successo in Coppa Italia a Bologna contro la Scavolini Pesaro (29 punti), la straordinaria finale di Coppa Campioni a Losanna contro il Maccabi Tel Aviv (21 punti) e la conferma dello scudetto nella serie contro Caserta.
Il 'filotto' di Milano e di McAdoo prosegue nel 1987 con il cambio dell'allenatore; l' Olimpia vince la Coppa Intercontinentale a settembre e a fine ottobre è invitata al primo McDonald's Open a Milwaukee dove un McAdoo particolarmente ispirato ne segna 37 contro i Bucks e ben 41 contro la Nazionale Sovietica. La sua seconda stagione, sebbene non arrivino né Coppa Italia né lo scudetto, è considerata comunque straordinaria con il clamoroso bis in Coppa dei Campioni nelle Final Four di Gand dove Bob, ça va sans dire, è all' unanimità il miglior giocatore dell'evento.
Nonostante il cambio 'di modulo ' che l' Olimpia adotta rinunciando a un lungo come Barlow o Brown in luogo di un' ala come Martin o Albert King, la Philips si riprende il titolo nazionale con la leggendaria serie finale contro Livorno. I tifosi milanesi ricordano nel 1989 in gara 5 a Livorno come Bob non ha esitato a tuffarsi su una palla vagante decisiva per la conquista dello scudetto, fermando un contropiede avversario.
Nell'ultima stagione milanese di McAdoo, la squadra, inguaiata dall’avvicendamento di tre giocatori stranieri (prima Iavaroni, poi Cureton e Graham) e forse perché i tre “senatori” Meneghin, D’Antoni e McAdoo erano ormai quarantenni, è arrivata solo decima, riportando 15 vittorie e 15 sconfitte nella regular season.
L’Olimpia Milano è stata subito eliminata negli ottavi dei play-off dalla Viola Reggio Calabria e anche in Coppa dei Campioni il cammino si è interrotto presto, nel girone dei quarti di finale.
L'unica soddisfazione è stata la seconda partecipazione al McDonald's Open a Roma nell'ottobre 1989, in cui le performance balistiche di Bob McAdoo furono straordinarie: 44 punti nella semifinale persa con la Jugoplastika Spalato e 36 nella finale per il terzo posto contro Barcellona.
Nell'estate seguente la Philips volta pagina: Meneghin va a giocare a Trieste, McAdoo si trasferisce a Forlì e D’Antoni prende il posto di Casalini sulla panchina dell’Olimpia Milano.

Anche lontano da Milano, Bob non ha dimenticato la strada per andare a canestro: Ha giocato due anni a Forlì dove a 41 anni è risultato secondo nella classifica marcatori del campionato con 33 punti di media e l’anno successivo terzo con 27 punti. Nel 1993 ha invece chiuso la straordinaria carriera agonistica a Fabriano (ma solo per le due ultime gare di campionato, segnando 28 e 16 punti).

Tornato negli Stati Uniti con Patrizia, la seconda moglie, è stato contattato da Pat Riley nel 1995 e assunto come assistente allenatore. Ha svolto questo compito con gli Heat per 19 stagioni sotto coach Riley, Van Gundy e Spoelstra, contribuendo alla vittoria di ben tre campionati NBA.

Nella sua carriera McAdoo ha vinto con i L.A.Lakers due campionati NBA (1982 e 1985), con l’Olimpia due campionati Italiani (1987 e1989), due Coppe dei Campioni (1987 e1988), una Coppa Italia nel 1987 e una Coppa Intercontinentale nel 1987.

Bob McAdoo è stato MVP del 1974/75, Rookie of the Year nel 1973 e miglior marcatore della NBA nel 1974, 1975, 1976.

Immagini allegate


Bob McAdOO e Meneghn in maglia Tracer con lo scudetto

Bob McAdOO e Meneghn in maglia Tracer con lo scudetto

Bob McAdoo

Bob McAdoo

Dino Meneghin e Bob McAdOO dopo la vittoria della Coppa dei Campioni nel 1988

Dino Meneghin e Bob McAdOO dopo la vittoria della Coppa dei Campioni nel 1988

Bob McAdoo in maglia Philips Milano

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Bob McAdoo, Mike D'Antoni e Coach Peterson ai tempi dell'Olimpia

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Peterson festeggia con McAdOO la conquista della Coppa dei Campioni

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Stoppata di McAdOO su Walter Magnifico della Scavolini Pesaro, sotto gli occhi di Roberto Premier

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Bob McAdoo sul finire della carriera in maglia Filanto

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