In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Davis Melvyn Jerome

Mel Davis nato nel 1950 è un New Yorker al 100%. Dopo aver frequentato le scuole medie a Brooklyn si è iscritto alla St. John University dove, nonostante abbia giocato solo due anni e fosse un' ala di 2 metri, risulta essere il settimo rimbalzista di tutti i tempi.

Mel è stato scelto come quattordicesimo assoluto dai New York Knicks nel Draft NBA del 1973, ed ha disputato con loro quattro stagioni agonistiche. Nel 1977 è passato dall’altra parte della grande mela, ai New York Nets. Nella sua carriera nella NBA ha tenuto una media di 5.3 punti e 4.3 rimbalzi a partita.

Il suo soprannome negli U.S.A. riportato anche nel sito Basketball-reference.com, è “Killer”. Mel infatti oltre ad un fisico da Big Jim e molte cicatrici riportate in gioventù nelle risse da strada, aveva un diretto destro da K.O. che ha fatto illustre vittime anche in Italia. L’Amaro 18 Isolabella non potè schierarlo in una partita poiché la squadra avversaria, si narra, si sarebbe rifiutata di giocare a causa di "precedenti pugilistici".

Nel 1978 è stato ingaggiato dalla Manner Novara per giocare in A2 ma nonostante un buon avvio e le ottime prestazione di Davis, la squadra è retrocessa perché senza risorse economiche già a metà campionato.

Dante Gurioli, allenatore della Pallacanestro Milano targata Amaro 18 Isolabella, ha scelto Mel per sostituire nel cuore dei tifosi Jura che aveva un ingaggio proibitivo per le nuove casse societarie.      

A Milano Davis ha giocato una buona stagione risultando quarto assoluto nella classifica marcatori con 25 punti di media a partita e settimo in quella dei rimbalzi. Purtroppo anche la squadra milanese, disorientata dai cambi di allenatore e dalla cattiva amministrazione, è retrocessa e fallita economicamente.

L’anno seguente è stato ingaggiato da una squadra svizzera il cui presidente ha, molto incautamente, scritto nel contratto che Davis poteva tutti i giorni consumare pasti a carico dell società in un certo ristorante. Mel che ama stare a tavola e utilizza le posate secondo i dettami del galateo, iniziava le ordinazioni in sordina con un consommè o una insalatina che precedevano un bis di pasta (adorava quella alla carbonara) a cui faceva seguito il secondo piatto che poteva essere: due polli arrosto interi o due costate alla fiorentina o quattro porzioni di fegato alla veneta o dodici trote salmonate, accompagnate sempre con doveroso contorno di patate fritte. Alla fine non disdegnava la frutta, il dolce e terminava sempre con il cappuccino. Quando alla fine del primo mese è arrivato il conto dal ristorante il presidente inizialmente si è rifiutato di pagarlo poichè pensava che Mel se ne fosse approfittato e avesse invitato a mangiare degli amici.Dopo l’esperienza svizzera Davis ha giocato anche in Francia prima di tornare nella sua  N.Y. Davis ha conseguito una laurea di marketing alla St. John University, un master in psicologia, un counseling alla Fordham University e un master in pianificazione della carriera alla New York University.

Mel Davis dopo essere stato il supervisore per la commercializzazione della PepsiCo, è tornato alla NBA occupandosi di programmi per l’orientamento dei rookies e per la transizione verso il mondo del lavoro dei giocatori professionisti che stavano per terminare la carriera agonistica.

Nel 2005 il presidente della NBA, David Stern ha personalmente nominato Mel Davis direttore esecutivo della Associazione Nazionale dei giocatori di Basket in pensione, affidandogli il compito di aiutare e sostenere economicamente quelli che avevano problemi di droga, alcolismo, salute e povertà. Incarico di grande responsabilità che testimonia il carisma di Mel presso i giocatori della NBA.

Questa figura professionale sarebbe utile in tutti gli sport professionistici e purtoppo anche nel basket italiano.

Mel Davis

Quella volta che convocai Mel Davis e lo spedii al ristorante

Racconto di Dante Gurioli, Allenatore Xerox stagione 1978/79. . . Mi si dà l’opportunità di ricordare un ottimo giocatore statunitense, Mel Davis, che in Italia non ha avuto la fortuna che avrebbe ampiamente meritato e che io avrei voluto fortissimamente avere alle mie dipendenze. . . Mel...  >>

Mel Davis 

Mel Davis in maglia Amaro18 in schiacciata

Mel Davis