Formazione dell'Olimpia Simac Milano 1983/84: il capitano Mike D’Antoni, Franco Boselli, Vittorio Gallinari, Dino Meneghin, Roberto Premier, Earl Cureton (fino al 7 novembre), Renzo Bariviera, Pierpaolo Del Buono, Antoine Carr (dal 11 dicembre), Tullio De Piccoli, Marco Lamperti, Ezio Riva, Andrea Blasi
Allenatore: Dan Peterson
Si potrebbe partire dalle conseguenze tecniche e mediatiche della sconfitta in finale con Roma, o dal nuovo sponsor 'Simac', o della decisione di John Gianelli che opta per un pre-pensionamento a 33 anni, o quella di Toio Ferracini che scende di categoria per battezzare (anche qui da capitano) il primo anno della proprietà Benetton a Treviso. Oppure constatare l'addio definitivo di Dino Boselli all'Olimpia Milano, destinato a Varese non solo per questioni cestistiche, in favore del ritorno e del lancio di Marco Lamperti e del primo approccio di Andrea Blasi. O infine la partenza del 17enne Marco Baldi per il suo primo anno americano, in un'High School in California.
Ma l'avvenimento clou che ha segnato le sorti, ma anche le strategie e gli impatti economici, della stagione 1983/84 è la 'vicenda Cureton-Carr'.
Il primo (Earl Cureton), veterano NBA con tanto di anello appena indossato con Philadelphia, arriva a Milano a fine settembre dopo il 'taglio' scelto dalla dirigenza di Pesaro che lo aveva opzionato per prima, salvo poi stabilirne l'incompatibilità con coach Skansi durante la pre-season. Il suo impatto con la Simac è molto positivo: si vincono sia i turni preliminari di Coppa delle Coppe e le prime sei partite di campionato (anche con cifre di tutto rispetto). Ma dopo una vittoria a Forlì, prima di una pausa lunga per esigenze della Nazionale, Cureton fugge da Milano (senza ovviamente informare la dirigenza) per tornare negli States e firmare un nuovo (ricco) contratto con i Detroit Pistons. Un evento di cui si parla ancora a quasi 40anni di distanza. Vani (o vanificati) i tentativi di coach Peterson di far tornare Gianelli, l'Olimpia raggiunge un accordo temporaneo con Antoine Carr, prima scelta NBA ancora senza contratto. L'ala ex-Wichita State diventa presto idolo del Palasport di Via Tesio, e contribuisce a portare la squadra solo alla finale scudetto persa con la Virtus Bologna a suon di punti e stoppate, ma anche di mirabolanti schiacciate. Carr sfrutta la chance milanese per mettersi in mostra, anche se con un trofeo come la Coppa Coppe (in cui non fu impiegato per questioni di tesseramento) sarebbe stato ancora meglio. Invece Milano si trova ancora il doppio cerino in mano sia in Coppa (persa 82-81 a Ostenda contro il Real Madrid) che nel 1-2 contro la Virtus Bologna.
Un inciso finale. Mike D'Antoni, con la partenza di 'Toio' Ferracini, fa in tempo a portare a casa anche il titolo di 'primo capitano straniero' dell'Olimpia Milano, anche se poi a fine stagione acquisce lo status di 'italiano'. Ma di questo beneficio se ne parlerà nel 1984/85, anno foriero di nuovi e importanti successi.