Formazione Philips Milano 1989/90

21-04-2015 | 3 min di lettura | Olimpia

Formazione dell'Olimpia Philips Milano 1989/90: il capitano Mike D’Antoni, Dino MeneghinRiccardo Pittis, Piero Montecchi, Bob McAdoo, Massimiliano Aldi, Alessandro Chiodini, Matteo Anchisi, Flavio Portaluppi, Antonello Riva, Mark Iavaroni (fino al 24/9), Earl Cureton (fino al 11/2 in campionato e al 15/3 in Coppa), Orlando Graham (dal 18/2); solo per il McDonald's Open 1989 fu ingaggiato Kim Hughes

Allenatore: Franco Casalini

Con il senno di poi, la rivoluzione si sarebbe dovuta fare nell'estate del 1989, sull'onda della gratitudine per l'ultimo scudetto conquistato. Quella voglia di dare al trio dei quarantenni un ulteriore anno di passerella, si è rivelata una maledizione.
O forse la maledizione è iniziata con la partenza di Roberto Premier verso Roma; non sappiamo se sia uscito da via Caltanisetta sbattendo la porta e pronunciando un anatema, ma di certo l'addio a un punto saldo, a un giocatore dallo straordinario spirito agonistico ha inciso tanto sui nuovi equilibri della squadra.
Anche perchè il suo sostituto ha un nome e cognome di livello assoluto, di sicuro il giocatore italiano più forte di quel momento: Antonello Riva. Sembrava destinato all'emergente Verona, e invece il club meneghino è riuscito a strappare il consenso del maggiore realizzatore della storia della Serie A. Antonello fa reparto da solo, e anzi contribuisce in allenamento alla crescita di Flavio Portaluppi, ormai stabilmente in prima squadra; anche Pittis ormai è una certezza sull'esterno e per questa ragione si abbandona il progetto dell'ala piccola USA.
Allora si ritorna a un '4' americano, con il sacrificio però di Davide Pessina (passato a Cantù) e di Marco Baldi che ha cambiato divisa (quella dell'Aresium) ma non il campo d'allenamento.
Il famigerato '4' americano ideale viene trovato a fatica, ma è una super scelta: si tratta di Mark Iavaroni, che qualche anno prima ha spiccato il volo da Brescia a Forlì al quintetto dei Philadelphia 76ers campioni NBA al fianco di Erving e Malone. Tutto perfetto, squadra potentissima con tanti punti nelle mani ma che dura...5 minuti. Il tempo di poche azioni in campo e Iavaroni si infortunia al ginocchio: stagione finita. E qui scatta la maledizione. Milano si illude di poter strappare la prima scelta Benoit Benjamin alla NBA ma perde del gran tempo. Addirittura per giocare il McDonald's Open di Roma firma il veterano Kim Hughes che aveva già giocato a Milano...in maglia Innocenti. Poi, non si sa se per disperazione, c'è il clamoroso ritorno a Milano di Earl Cureton che era scappato una mattina del 1983, vanamente inseguito da coach Peterson. Ma non è più lo stesso. Resta in squadra solo per le gare di Coppa Campioni (che già va male, se poi si gioca con un americano solo...) perchè per il campionato a febbraio arriva il potente Orlando Graham. Tutto inutile, la maledizione non se ne va.

 

Il resoconto della stagione 1989/90

La Coppa Campioni 1989/90

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